Cavazza presenta il nuovo volto di “Cicogna”
Mercoledì 22 ottobre, tra le colline che uniscono Gambellara e i Colli Berici, l’azienda Cavazza apre le porte della sua tenuta per un evento speciale dedicato alla sua linea di grandi vini rossi “Cicogna”, simbolo di eleganza e identità territoriale.L’occasione sarà la presentazione ufficiale del rebranding di Cicogna, un progetto che rinnova l’immagine della linea senza snaturarne la tradizione, valorizzando ancora di più il legame con il territorio vicentino e la storia della famiglia Cavazza. Contestualmente, l’azienda annuncerà anche l’introduzione di un nuovo listino dedicato esclusivamente alle vecchie annate, una scelta coraggiosa e distintiva che sottolinea la capacità dei vini Cavazza di evolversi nel tempo e raccontare, vendemmia dopo vendemmia, la personalità dei Colli Berici. Per celebrare questo nuovo capitolo, la giornata prevede una degustazione verticale di sette annate di Cicogna, guidata da Frasson, che accompagnerà i partecipanti in un viaggio sensoriale alla scoperta dell’evoluzione del vino attraverso gli anni.Il programma inizierà alle 10.30 con il benvenuto in azienda, seguito alle 11.00 dalla presentazione del progetto in compagnia della famiglia Cavazza. La degustazione prenderà il via alle 11.45, seguita da un pranzo conviviale alle 13.00e dalla visita in cantina nel primo pomeriggio. La conclusione dell’evento è prevista per le 15.00. Sarà un momento di incontro, scoperta e condivisione, pensato per valorizzare il lavoro e la visione di una famiglia che da generazioni porta avanti con passione la cultura del vino vicentino. Un invito a immergersi in una storia di autenticità, tradizione e rinnovamento: Cavazza e la sua Cicogna tornano a volare, più alte che mai.
Il Törggelen in Alto Adige una tradizione autunnale
Un viaggio alla scoperta dei Custodi del Lambrusco
Quattro giorni intensi, due gruppi di giornalisti provenienti da importanti testate nazionali e un’unica, grande protagonista: la terra del Lambrusco. Si è concluso con successo l’incoming media organizzato da Zedcomm insieme ai Custodi del Lambrusco in occasione della partecipazione collettiva a “Terre di Vite” 2025, evento a cura di Barbara Brandoli tenutosi a Villa Cavazza di Bomporto sabato 25 e domenica 26 ottobre. A guidare i giornalisti attraverso cantine, territori e storie di eccellenza sono state Michela Mezzolo e Lorenza Mammarella di Zedcomm, affiancate da Elisa Spada per l’organizzazione logistica. Quattro giorni di full immersion in un patrimonio enologico spesso sottovalutato, ma capace di stupire e affascinare chiunque voglia davvero scoprirlo. Ma chi sono i Custodi del Lambrusco? Produttori, vignaioli, ambasciatori appassionati di un vino simbolo dell’Emilia, impegnati a difenderne storia, qualità e dignità. Una squadra compatta che crede nel valore di un prodotto autentico, radicato nella tradizione ma proiettato verso un futuro consapevole. Il primo gruppo ha visitato le cantine Lini910, Venturini Baldini e Buonariva, con una cena speciale nella storica cantina Chiarli a Castelvetro di Modena. Il giorno seguente, tappa tra Fattoria Moretto, Garuti, Vezzelli, VentiVenti e, per concludere, la presenza collettiva a Terre di Vite, dove i Custodi hanno preso parte con dodici cantine rappresentative del territorio. Il secondo gruppo ha proseguito il viaggio con le visite a Cantina della Volta, Zucchi, Opera02, Terraquilia, La Piana e Villa Corlo, alternando momenti di degustazione e racconti di vigna a workshop divulgativi, tra cui “Lambrusco: quel famoso sconosciuto”, condotto dal sommelier professionista Davide D’Alterio. Questo incoming media ha confermato quanto il Lambrusco sia oggi un vino identitario e moderno, capace di esprimere una sorprendente varietà di stili, territori e visioni. I Custodi, uniti, ne sono i portavoce più autentici: produttori che lavorano con qualità e rispetto del territorio, custodi di un’eredità culturale e di un futuro ricco di nuove opportunità. Un brindisi dunque a queste quattro giornate di condivisione, conoscenza e convivialità: un nuovo passo nella narrazione di un grande vino italiano.
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