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Lugana Press Tour
5 Ottobre 2026

Lugana DOC: un press tour tra vino, territorio e ospitalità

  • Posted By : Zedcomm/
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  • Under : Alto Adige, Cavazza, enoturismo, Evento, news, Press Office, Ufficio stampa, Vino, wine-tasting, Zedcommpr

Il Lugana DOC è stato protagonista di un press tour dedicato alla scoperta del vino, del territorio e delle esperienze che caratterizzano il Lago di Garda. Il 16 e 17 settembre, Floriana Schiano de Le Frecce e Stefano Ampollini di Wu Magazine hanno visitato alcune realtà della denominazione, incontrando produttori e scoprendo diverse espressioni dell’ospitalità locale.

Un viaggio alla scoperta del Lugana DOC

Il press tour è iniziato con un’esperienza in barca sul Lago di Garda, accompagnata da un aperitivo al tramonto. Successivamente, i giornalisti hanno raggiunto il ristorante La Speranzina, dove hanno cenato con i vini di Citari in abbinamento ai piatti e hanno incontrato il titolare dell’azienda. Questa prima giornata ha permesso di raccontare il Lugana DOC attraverso una prospettiva che unisce vino, gastronomia e paesaggio. Inoltre, l’esperienza ha messo in evidenza il valore dell’enoturismo come strumento per conoscere più da vicino il territorio e le sue produzioni.

Le cantine del Lugana DOC

Il 17 settembre il tour è proseguito con la visita a Ottella, dove Francesco Montresor ha accolto i giornalisti per un tour della cantina e una degustazione dei vini. L’incontro ha offerto l’occasione per approfondire la storia dell’azienda e il suo legame con il territorio del Lugana DOC. A seguire, il gruppo ha raggiunto Corte Anna per una visita della cantina, una degustazione e un light lunch insieme alla proprietaria Anna Palvarini. Anche in questo caso, il racconto del vino si è intrecciato con quello della famiglia, dell’accoglienza e della cultura locale.

Vino, benessere e ospitalità sul Lago di Garda

La giornata si è conclusa a Cobue Wine Resort, dove l’esperienza ha assunto una dimensione ancora più legata all’ospitalità. Dopo una pausa nella spa, i giornalisti hanno partecipato a una cena insieme al titolare Gilberto Castoldi, scoprendo un modello di accoglienza che integra vino, relax e territorio. Il press tour ha quindi mostrato diverse anime del Lugana DOC: dalle cantine alla ristorazione, dalle esperienze sul lago al benessere. Inoltre, ha evidenziato come il territorio possa offrire ai visitatori un’esperienza completa, capace di combinare cultura enologica, gastronomia e ospitalità.

Il Lugana DOC tra vino ed enoturismo

In due giornate, il press tour ha raccontato un territorio in cui la tradizione vitivinicola dialoga con il paesaggio del Lago di Garda e con una proposta turistica sempre più articolata. Attraverso le visite alle cantine del Lugana DOC, gli incontri con i produttori e le esperienze di enoturismo, Floriana Schiano e Stefano Ampollini hanno potuto conoscere da vicino una destinazione che valorizza il vino come parte integrante della propria identità. Per Zedcomm, il press tour rappresenta un’attività di media relations e comunicazione enogastronomica pensata per valorizzare il territorio del Lugana DOC e le sue realtà, attraverso esperienze capaci di trasformare il racconto del vino in un’esperienza concreta e coinvolgente.


merlot-vistorta-villa-brandolini-d-adda
2 Ottobre 2026

Vistorta: alla scoperta del Merlot Vistorta e di Villa Brandolini d’Adda

  • Posted By : Zedcomm/
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  • Under : enoturismo, Evento, news, Press Office, Ufficio stampa, Vino, wine-tasting, Zedcommpr

Il 23 settembre, Zedcomm ha riunito a Vistorta una selezione di giornalisti delle principali testate nazionali, con particolare attenzione al mondo del vino e dell’enogastronomia. La giornata ha offerto l’occasione per scoprire il Merlot Vistorta e conoscere da vicino il luogo in cui questo vino prende forma. Il press tour ha raccontato l’identità della tenuta della famiglia Brandolini d’Adda attraverso il vino, il confronto diretto e l’esperienza sul territorio.

Il Merlot Vistorta, cuore del progetto enologico

Il Merlot Vistorta rappresenta il vino simbolo della tenuta e affonda le proprie radici nella storia della proprietà. Il vitigno è presente a Vistorta dalla fine dell’Ottocento e, nel corso degli anni, ha accompagnato l’evoluzione del progetto enologico della famiglia Brandolini d’Adda. La tenuta ha costruito attorno al Merlot una ricerca capace di mettere in relazione vitigno, territorio e visione produttiva. Per questo motivo, il press tour ha scelto di partire proprio dal vino, proponendo ai giornalisti un’esperienza di degustazione e confronto.

Una degustazione alla cieca tra Merlot italiani e internazionali

Al centro della giornata, il giornalista e autore Riccardo Corazza ha guidato una degustazione alla cieca dedicata al Merlot. Il confronto ha coinvolto diverse etichette italiane e internazionali, mantenendo nascoste durante l’assaggio sia le provenienze sia i produttori. Questo approccio ha lasciato spazio a una lettura libera dei vini e delle loro caratteristiche. Inoltre, ha permesso agli ospiti di confrontare interpretazioni differenti dello stesso vitigno, mettendo in dialogo territori, stili produttivi e sensibilità enologiche. In questo contesto, il Merlot Vistorta è entrato in un confronto internazionale che ha offerto nuovi spunti per approfondirne l’identità e il percorso produttivo.

Villa Brandolini d’Adda: il luogo in cui nasce Vistorta

Dopo la degustazione, il racconto si è spostato dalla cantina alla tenuta. I giornalisti hanno visitato Villa Brandolini d’Adda, entrando nel cuore della storia di Vistorta e scoprendo il contesto culturale e paesaggistico che circonda la proprietà. La villa neoclassica rappresenta uno degli elementi distintivi della tenuta. A completare il patrimonio di Vistorta contribuisce inoltre il parco di sette ettari, progettato dal celebre paesaggista inglese Russell Page. Il percorso nella villa e nel parco ha permesso di approfondire la storia della famiglia Brandolini d’Adda e il rapporto tra architettura, paesaggio e produzione vitivinicola.

Vino, storia e territorio: il racconto di Vistorta

Il press tour ha quindi unito due dimensioni complementari: da una parte il Merlot Vistorta, protagonista della degustazione; dall’altra Villa Brandolini d’Adda e il paesaggio della tenuta, elementi fondamentali per comprenderne l’identità. Attraverso l’esperienza diretta, Zedcomm ha accompagnato la stampa nazionale alla scoperta di una realtà in cui vino, storia, cultura e territorio dialogano tra loro. La giornata ha così permesso di raccontare Vistorta nella sua interezza, andando oltre la degustazione e valorizzando il contesto nel quale nasce il Merlot. Un’esperienza che ha offerto ai giornalisti l’opportunità di conoscere da vicino non solo il profilo enologico del Merlot Vistorta, ma anche il patrimonio storico e paesaggistico che ne definisce l’identità.


alto-adige-che-non-ti-aspetti-bologna-brescia
25 Settembre 2026

L’Alto Adige che non ti aspetti: il tour conquista Bologna e Brescia

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  • Under : Alto Adige, Cavazza, enoturismo, Evento, news, Press Office, Ufficio stampa, Vino, wine-tasting, Zedcommpr

L’Alto Adige che non ti aspetti, 9 città 9 sfide di gusto continua il suo viaggio attraverso l’Italia e, dopo le prime tappe, fa centro anche a Bologna e Brescia. Due nuovi appuntamenti che hanno confermato la forza di un progetto capace di raccontare i Vini Alto Adige attraverso incontri, contaminazioni e abbinamenti sorprendenti con le diverse tradizioni gastronomiche italiane. Ideato da Zedcomm per il Consorzio Vini Alto Adige, il progetto porta infatti il territorio fuori dai suoi confini geografici per incontrare alcune delle città simbolo della cultura gastronomica nazionale. Il concept è semplice quanto sfidante: nove città, nove “sfide di gusto”, nelle quali i vini altoatesini dialogano con piatti, ingredienti e ricette profondamente legati all’identità locale.

Bologna: i Vini Alto Adige incontrano la tradizione emiliana

Il 7 settembre L’Alto Adige che non ti aspetti ha fatto tappa a Bologna, negli spazi del Ristorante Zivieri, coinvolgendo un gruppo selezionato di operatori del settore, stampa e opinion leader. La tappa bolognese ha permesso di mettere alla prova la versatilità dei vini altoatesini attraverso il confronto con una cucina intensa, riconoscibile e fortemente radicata nella tradizione. Gli abbinamenti hanno così creato nuove occasioni di racconto e confronto, mostrando come territori geograficamente lontani possano trovare nel gusto un linguaggio comune. Al centro dell’esperienza non c’è stata soltanto la degustazione. La narrazione ha accompagnato gli ospiti alla scoperta di vitigni, territori, stili produttivi e aziende, trasformando ogni calice in uno strumento per conoscere meglio la complessità e la contemporaneità dell’Alto Adige vitivinicolo.

Salò: una nuova sfida di gusto

Dopo il successo di Bologna, il tour ha proseguito il suo percorso con la tappa di Salò del 21 settembre all’Osteria Leali. Anche in questa occasione la risposta degli ospiti è stata estremamente positiva e il format ha confermato la propria capacità di coinvolgere il pubblico attraverso un approccio esperienziale e divulgativo. A guidare il racconto delle diverse tappe è il gastronomo e sommelier Andrea Amadei, che conduce gli ospiti attraverso gli assaggi e gli abbinamenti, mettendo in relazione le caratteristiche dei vini con quelle dei piatti. Proprio il food pairing rappresenta uno degli elementi centrali del progetto: il vino non accompagna semplicemente il cibo, ma entra in relazione con esso, creando contrasti, armonie e, soprattutto, nuove prospettive di degustazione.

Un progetto che mette in dialogo territori e persone

Con L’Alto Adige che non ti aspetti, Zedcomm costruisce per il Consorzio Vini Alto Adige un racconto itinerante che unisce comunicazione, esperienza e relazione con i pubblici professionali. Ogni appuntamento diventa un vero e proprio laboratorio di gusto, pensato per valorizzare la straordinaria varietà della regione e la versatilità gastronomica dei suoi vini. Bologna e Brescia hanno rappresentato due ulteriori conferme della forza del format: partecipazione, curiosità, confronto e grande interesse hanno accompagnato entrambe le serate. E il viaggio non finisce qui. L’Alto Adige che non ti aspetti continua a percorrere l’Italia con nuove città e nuove sfide, pronto a dimostrare, calice dopo calice, quanto possa essere sorprendente l’incontro tra i Vini Alto Adige e le grandi tradizioni della cucina italiana.


Lugana DOC e arte contemporanea
22 Settembre 2026

Consorzio Lugana e Boccanera Gallery: arte e vino all’opening di “Smell, baby” 

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  • Under : Abruzzo, Alto Adige, Cavazza, enoturismo, Evento, Monteverro, news, Press Office, Ufficio stampa, Vendemmia, Vino, wine-tasting, Zedcommpr

Consorzio Lugana  e Boccanera Gallery: arte e vino all’opening di “Smell, baby” 

Lugana DOC e arte contemporanea. Il Consorzio Tutela Lugana DOC e Boccanera Gallery hanno dato vita a una nuova collaborazione in occasione di Smell, baby, la mostra personale di Davide Quartucci. L’appuntamento si è tenuto mercoledì 16 settembre, dalle 18 alle 21, negli spazi della galleria in via Giovanni Ventura 6 a Milano, dove le opere dell’artista hanno incontrato i calici di Lugana DOC e hanno trasformato l’inaugurazione in un’esperienza sensoriale.

Un dialogo tra arte contemporanea e vino che è partito dai sensi

Ci sono incontri che nascono da un’affinità, da un modo simile di osservare la natura, trasformare la materia e dare forma a sensazioni, ricordi ed emozioni. Da questa vicinanza è nata la collaborazione tra il Consorzio Tutela Lugana DOC e Boccanera Gallery.

La ricerca di Quartucci ha condotto in un universo sospeso, in cui umano, animale e vegetale si sono mescolati e trasformati. Il corpo, la natura, l’olfatto, la memoria e il bisogno di vicinanza hanno attraversato dipinti, disegni e installazioni, invitando chi guardava non soltanto a osservare, ma a sentire. Ed è proprio nella dimensione sensoriale che l’incontro con il Lugana ha acquistato un significato speciale: anche un vino nasce dalla relazione profonda con una materia viva e con un luogo, ne raccoglie le sfumature, le trasforma e le restituisce attraverso profumi, sapori e percezioni.

Tre accostamenti tra opere e Lugana DOC, Spumante e Riserva

Durante l’opening, il dialogo ha preso forma attraverso tre accostamenti tra altrettante espressioni del Lugana e le opere di Davide Quartucci. Effluvio (2026, olio su tela) ha incontrato il Lugana DOC: il richiamo al terroir e al microclima del territorio ha dialogato con la dimensione umida e terrestre dell’opera, mentre mineralità, sapidità, freschezza e note agrumate del vino hanno trovato corrispondenza nella sensazione fisica evocata dal dipinto. I pulcini miei (2026, olio su tela) ha incontrato il Lugana Spumante: la moltitudine dei piccoli corpi ha richiamato la risalita continua delle bollicine, mentre l’eleganza di un perlage fine e delicato ha incontrato la tenerezza che attraversava il dipinto. Disegni (2026, grafite su carta) ha incontrato infine il Lugana Riserva: l’accostamento è nato dal tempo, perché la Riserva richiede attesa e affinamento, conserva l’identità originaria del Lugana e ne amplia struttura, profondità e complessità.

Le dichiarazioni di Edoardo Peduto e Giorgia Lucchi Boccanera

“L’arte contemporanea ci offre la possibilità di guardare al vino da una prospettiva diversa, non solo per ciò che esprime nel bicchiere, ma per tutto ciò che è capace di evocare”, ha affermato Edoardo Peduto, Direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC. “Con Boccanera Gallery condividiamo il desiderio di creare connessioni autentiche e inaspettate. Crediamo infatti nell’idea che un’opera e un vino possano incontrarsi ed entrambi possano suggerire, evocare e lasciare una traccia che non è necessariamente immediata o razionale. In questo senso, il dialogo con Davide Quartucci ci è sembrato particolarmente naturale: Smell, baby invita a recuperare un rapporto più istintivo con ciò che ci circonda, e il Lugana, questo vino che nasce intrecciando natura, materia e sensibilità, appartiene alla stessa dimensione”.

“Ho accolto con particolare curiosità la proposta del Consorzio Tutela Lugana DOC di mettere in relazione alcune opere con tre diverse espressioni del Lugana. Mi interessava osservare quali corrispondenze potessero emergere e quali elementi della ricerca di Davide potessero essere restituiti attraverso uno sguardo proveniente da un mondo apparentemente lontano, come quello del vino”, ha commentato Giorgia Lucchi Boccanera, fondatrice e direttrice di Boccanera Gallery. “Il risultato non voleva spiegare le opere né trasformarle in un pretesto per una degustazione, ma aggiungere un ulteriore livello alla loro lettura e invitare il pubblico a lasciarsi sorprendere dalle connessioni che possono nascere tra linguaggi diversi”.

Con questa collaborazione, il Consorzio Tutela Lugana DOC ha scelto nuovamente di avvicinarsi al mondo dell’arte contemporanea per esplorare nuove forme di racconto e creare connessioni inaspettate tra cultura del vino e creatività, avvicinando il Lugana a nuovi pubblici e a nuovi contesti culturali.

 

 


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