Zedcomm a MIDO 2026: l’Eyewear PR tra innovazione, sostenibilità e relazioni umane
La 54ª edizione di MIDO, il Milano Eyewear Show, si è appena conclusa lasciandosi alle spalle un’energia vibrante che conferma, ancora una volta, Milano come la capitale mondiale incontrastata dell’ottica. Per noi di Zedcomm, questi tre giorni tra i padiglioni di Fieramilano Rho non sono stati semplicemente un appuntamento in agenda, ma un viaggio intenso e appassionante dentro un settore che continua a reinventarsi. Oltre 1.200 espositori provenienti da 50 paesi hanno dato vita a un’edizione record, dove il design d’avanguardia si è intrecciato con le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale e una sostenibilità sempre più concreta. Il nostro percorso è iniziato sotto il segno della continuità e dell’innovazione. Come ormai da consuetudine negli ultimi quattro anni, abbiamo inaugurato il sabato con la colazione presso lo stand di EssilorLuxottica, un momento privilegiato per immergerci non solo nelle novità di prodotto legate alle lenti, ma anche per abbracciare la nuova filosofia aziendale del Gruppo. Da qui, la nostra esperienza si è snodata attraverso un itinerario che ha toccato le eccellenze dei nostri partner, dal rigore minimalista ed elegante di Blackfin alla ricerca stilistica di LOOK, Nirvan Javan e INVU, fino ad arrivare alla rivoluzione tecnologica firmata MEI. Proprio nello stand MEI abbiamo vissuto uno dei momenti clou, con la presentazione dedicata ai nuovi macchinari guidata dal CEO Stefano Sonzogni; un incontro tecnico di alto profilo che ha catturato l’attenzione della stampa specializzata e di cui è possibile approfondire ogni dettaglio scaricando il Press Kit dedicato attraverso i nostri canali ufficiali. MIDO 2026 è stato anche il palcoscenico per celebrare l’impegno etico del settore. Camminando tra i sei padiglioni della fiera, abbiamo respirato un’atmosfera di profondo rinnovamento, tra le suggestioni della mostra “The Lens of Time” inaugurata da Filippo Magnini e i dibattiti visionari del Vision Stage. Per un ufficio stampa specializzato nell’eyewear, la fiera rappresenta oggi molto più di una vetrina: è un incubatore di idee dove la strategia di comunicazione si trasforma in relazione umana. Tra un’intervista programmata, un aperitivo di PR e un saluto al meraviglioso team di MIDO – che ringraziamo per la consueta professionalità – il valore aggiunto rimane la possibilità di far incontrare la stampa trade con i sogni e i progetti dei nostri clienti. Torniamo in agenzia con la valigia piena di sorrisi, nuove scoperte e quella curiosità insaziabile che, da sempre, guida il lavoro di Zedcomm nel mondo delle relazioni pubbliche.
Lugana: tradizione che guarda avanti
Il Lugana continua a raccontarsi attraverso nuovi linguaggi e contaminazioni. Il 27 gennaio, negli spazi di House of Mediterraneo a Milano, il Consorzio Tutela Lugana DOC, in collaborazione con Tuorlo Magazine, ha dato vita a un progetto esperienziale che ha messo in relazione vino e cucina contemporanea, confermando la capacità della denominazione di dialogare con mondi diversi e sensibilità attuali. ZedComm ha affiancato il Consorzio curando la strategia di comunicazione e le attività di media relations dell’evento. Al centro della serata, una cena d’autore firmata da Vladimiro Poma, chef di Silvano, Vini e Cibi a Milano, e Tommaso Zoboli, Miglior Chef Under 30 d’Italia 2021 e oggi alla guida del ristorante Patrizia a Modena. Due visioni gastronomiche differenti ma complementari, accomunate da una cucina identitaria, essenziale e fortemente legata alla materia prima, capaci di costruire un racconto che intreccia memoria e nuove interpretazioni. Il percorso gastronomico, guidato da Andrea Amadei, si è sviluppato come una narrazione continua, in cui piatti ispirati alla tradizione e riletture contemporanee hanno dialogato con il Lugana in modo non convenzionale, esaltandone freschezza, struttura e versatilità. In abbinamento, una selezione di Lugana di diverse aziende e stili – dall’annata alla Riserva fino alla Vendemmia Tardiva – ha messo in luce la ricchezza espressiva della Denominazione e la sua naturale vocazione gastronomica, rafforzando l’immagine del Lugana come vino capace di interpretare il presente senza perdere il legame con le proprie radici.
Gensy e la Sicilia di Ulisse: l’uomo al centro di una nuova idea di ospitalità
La Sicilia di Ulisse crede che il futuro del turismo nasca da una scelta chiara: rimettere l’uomo al centro e rispettare profondamente il territorio. Gensy, in congresso biennale dell’Associazione che si è svolto a Palermo dal 7 al 9 novembre, rappresenta questa visione.
Non è stato pensato come un semplice evento associativo, ma come un momento di responsabilità, confronto e guida per chi opera nell’ospitalità, nella ristorazione e nel mondo del viaggio. Con Gensy, La Sicilia di Ulisse afferma un modello di sviluppo che mette al primo posto la persona, l’identità e la relazione. Il viaggio non può ridursi a consumo. Deve diventare esperienza consapevole, incontro autentico, crescita reciproca tra chi accoglie e chi arriva. La Sicilia possiede dunque una forza unica e assoluta: una cultura viva, una cucina che racconta storie, un vino che unisce, un territorio che parla. Sta a noi custodirla e valorizzarla nel migliore dei modi. Durante Gensy e la Sicilia di Ulisse circa 200 partecipanti tra chef, giornalisti, imprenditori, comunicatori, filosofi ed esperti hanno quindi condiviso una visione chiara e lineare: l’ospitalità nasce dai gesti, dal linguaggio e anche dall’ascolto. Il cibo diventa perciò cura quando comunica rispetto.
E invece, il vino diventa esso stesso cultura quando racconta – attraverso i suoi profumi e i suo sapori – il territorio. L’accoglienza si trasforma in qualcosa di memorabile nel momento in cui è in grado di crea connessioni vere, sincere e concrete. Questo è l’approccio che definisce in maniera puntuale il DNA di La Sicilia di Ulisse. Accogliere significa in sintesi assumersi un’importante responsabilità verso le persone certamente, ma anche – e soprattutto – verso i luoghi. Significa anche costruire un benessere senza però snaturare l’identità. Significa infine fare impresa con valori condivisi e parole chiave che sono etica, visione e coraggio. Gensy ci ha ricordato che qualità e umanità non si contrappongono: crescono insieme.
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